Il vero amore passa dalla caviglia… rotta

Ovvero la recensione di “Come se fosse estate” di Jay Bell

«Dì quello che ti pare» commenta Ben, scrollando le spalle. «Intanto il mio piano ha avuto successo. Se le cose non funzionano con Ronnie, azzoppalo. I maschi ne vanno pazzi, credimi».

-Come se fosse estate, di Jay Bell

“Come se fosse estate” è stato il libro di una mia estate, mi sembra quella del 2011, senza neppure averlo mai letto. La mia amica Tesssoro (pseudonimo) (di cui sentirete parlare spesso perchè è la mia spacciatrice ufficiale di libri) me ne ha parlato in un periodo in cui lavoravo in pasticceria dai miei. Mi ricordo di me, al bancone, a ridere come una matta perchè avevo capito che la mossa per conquistare un uomo è rompergli una caviglia.

“Punta alla caviglia” è diventato tipo un mantra per rimorchiare…anche se poi alla fine non abbiamo mai rotto la caviglia a nessuno. E forse questo spiegherebbe perchè nessuna di noi due ha un anello al dito.

L’ho letto questa settimana per la prima volta (sì, tesssoro mi parla dei libri che legge e mi racconta le trame in un modo tale che mi sembra di averle lette anche io) perchè finalmente si è trovata una versione in italiano (tesssoro è una gran sborona e legge i libri in inglese) e mi ha letteralmente conquistato. L’ho finito in pochi giorni: tipo tre. E se pensate che devo fare la scribacchina per il giornale per 7 ore al giorno, ho avuto un addio al nubilato di mezzo, un ballo di gruppo da imparare e un cagnolino di un mese con cui giocare…beh, l’ho letto davvero in tempo breve.

E’ la storia di un ragazzo, Ben, il protagonista, che fa coming out a 14 anni. Ma non è il solito romanzo che vuole far riflettere sulle condizioni dei gay nel mondo, discriminati e vittima di omofobia. Certo, Ben è vittima di bullismo perchè è gay ma nello stesso modo in cui sarebbe stato vittima di bullismo se fosse stato grasso o eccessivamente timido in un liceo americano. E’ il classico adolescente e il romanzo tratta la sua adolescenza in un modo così fresco e realistico che torni all’adolescenza anche tu.
“Come se fosse estate” è una storia d’amore. E come tutte le storie d’amore comincia con del sano stalking.

Ben ogni giorno vede “scarpe blu” correre: alto, bello e moro. Inizia a correre anche lui. Poi scopre il nome. Poi dove abita. Insomma, tipici comportamenti da ragazzo con il colpo di fulmine prima dell’avvento di facebook. Un giorno per sbaglio inciampa e gli cade addosso (alla Kiss Me Licia insomma), slogandogli la caviglia. I genitori dell’altro ragazzo, che si chiama Tim, sono fuori e Ben ha la brillante idea da fargli da infermiera e passare tutti i giorni a casa sua per fargli da mangiare eccetera.

Dal “ti cucino i maccheroni congelati io” all’amicizia e al primo pompino il passo è davvero breve. I due iniziano una storia di sesso che si trasforma in una storia d’amore. Solo che Tim non ammette con nessuno di essere gay e la loro è una storia segreta.

Quella tra Tim e Ben è la classica storia d’amore, di quelle che fanno male e che non cessano mai di esistere. Tornano sempre come la marea. Quelle che non capisci, con il cuore in gola e le mani nei pantaloni dell’altro.

Poi all’interno del romanzo c’è un’altra storia d’amore. Quella di Ben adulto e Jace (la storia si divide in due parti: la prima ambientata nei 16 anni di Ben e la seconda nei 20 anni di Ben). Quello tra Jace e Ben è sempre amore. Fatto di fiducia, sicurezza, bei ricordi e passione. Ma una passione che non riesce essere forte come quella del primo amore. Nonostante ciò è sempre amore.

Credo che sia uno dei pochi libri che mi ha posto davvero davanti all’amore (libri di Fabio Volo e Moccia tiè!).E mi ha fatto venire un sacco di dubbi esistenziali. Io nella mia relazione attuale sono Jace. E sono terrorizzata dal fatto che ci sia stata una Tim e che ritorni.

Un buon libro sa metterti anche di fronte alle paure. O io sono psicopatica. Entrambe le risposte mi sembrano altrettanto valide.

“Innamorarsi è un processo ricco di sfumature, un legame generato dall’attrazione, messo alla prova dalla compatibilità e forgiato dalla memoria”

-Come se fosse estate, di Jay Bell

Comunque il libro è scritto bene. Ben è un personaggio forte: è sveglio, simpatico e ha sempre la battuta pronta. Tim ha un suo perchè, e se gli cadono tutti ai piedi un motivo c’è. E Jace ama i gatti.

C’è un continuo. Ma è la storia dal punto di vista di Tim (“Come se fosse estate” è raccontata dal punto di vista di Ben). Poi c’è un altro libro, la storia dal punto di vista di Jace. Infine c’è un altro libro ancora che non è la storia dal punto di vista del gatto, bensì il vero continuo. Ma si può leggere solo il primo libro. Tipo come ho fatto io. Anche se mi piacerebbe conoscere il punto di vista di Tim. O del gatto, visto le volte che Ben lo lasciava senza cibo.

Il continuo non è ancora uscito in Italiano. La copertina italiana fa schifo. Come al solito. Il che mi fa pensare che mi devo dare all’illustrazione e dare una svolta alle cover dei libri italiani. In più dovranno farci un film. Il che significa che non è piaciuto solo a me e alla mia amica.

Quindi maschi… attenti alle vostre caviglie!

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